Il tempo passa e tutto evolve, fortunatamente quasi sempre in meglio.
Secoli fa uno dei must più in voga fra i ricchi ad esempio era quello di sfoggiare, con i propri commensali, pranzi luculliani, prevalentemente a base di carne. Tutto il resto era considerato scarto, cibo da plebe.
Ed ora invece? Progresso e modernità hanno capovolto totalmente la frittata (tanto per restare in tema mangereccio!), rendendo veramente trendy, anche fra molti vip, un tipo di dieta completamente differente a quella sopra citata: la dieta vegetariana. Quest’ultima raggruppa milioni di seguaci in tutto il mondo, aventi un’unica convinzione di base: evitare l’ingestione di qualsiasi cibo di origine animale, assicura uno stato di salute migliore ed una vita più sana.
L’ossessione principale che si scatena nelle persone vegetariane è la repulsione contro il largo uso di prodotti chimici spesso utilizzati negli allevamenti di bestiame.
Il seguire un tale percorso alimentare però può anche non fermarsi alla dimensione salutistica, andando a coinvolgere anche aspetti di tipo etico (guerra alla caccia ed alla macellazione) ed ecologico (rispetto per l’ambiente).
Indipendentemente da quale siano i motivi che spingano ad intraprendere uno stile di vita vegetariano, è interessante venire a conoscenza di questo universo così spesso bistrattato forse solo perché troppo sconosciuto!
Importante in tal senso è soprattutto riuscire a pianificare, con l’aiuto di esperti, una giusta tabella alimentare, che permetta di non incappare in gravi carenze nutrizionali.
Sovente la dieta vegetariana predilige alimenti di origine biologica, privi di materie prime raffinate o chimicamente ritoccate. L’uso di semi va per la maggiore, vi è infatti un ampio consumo di semi di girasole, sesamo, lino e germogli crudi; molto utilizzati sono anche i cereali quali il kamut ed il farro; la dolcificazione avviene invece tramite prodotti naturali come lo sciroppo d’acero, il malto ed il succo d’agave.
Banditi completamente dalla dieta sono invece uova, latte, latticini, carne e pesce. Si va invece con i piedi di piombo per quanto concerne caffè ed alcol.I vegetariani più scrupolosi seguono anche una certa tecnica di cottura dei cibi che la richiedono, monitorando attentamente la quantità di sale e l’altezza della fiamma.
La dieta vegetariana di per sé permette di tenere lontani fantasmi ben paurosi, quali l’obesità e la conseguente probabilità di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete; però d’altro canto può creare scompensi a livello organico non indifferenti, in particolare se seguita senza attenzione e preciso controllo. Uno dei rischi maggiori legati a questo stile alimentare riguarda l’abbondante introduzione di isoflavoni (sostanze estrogeniche di cui sono ricchi i cibi preferiti dai vegetariani), i quali innescano un drastico abbassamento dei livelli di testosterone nonché lo sviluppo di effetti gozzanti, tipici di patologie tiroidee.
Altra preoccupazione relativa alla dieta vegetariana è la carenza di sostanze importanti come vari tipi di vitamine, calcio, ferro, acidi grassi e creatina (sostanza fondamentale per il sostentamento muscolare), mancanza che però può essere intelligentemente colmata da integratori privi di peso farmacologico. La diatriba tra carnivori e vegetariani è accesa da decenni ormai e forse venirne a capo sarà impossibile; quello che però può (e deve) essere ricordato è riassunto in un unico proverbio, valido per entrambe le facce della medaglia: il troppo stroppia. Scegliamo come alimentarci in base alle nostre credenze ed alla nostra mentalità, ma qualsiasi sia la scelta fatta, ponderiamola e prendiamoci cura di lei giorno dopo giorno.


